Come lo sappiamo
Le frasi senza etichetta sono fatti documentati; le altre sono segnate «probabile» o «incerto».
La storia delle miniere di Traversella e Brosso si ricostruisce con quattro tipi di prove: le relazioni e i repertori scritti mentre le miniere lavoravano, gli studi di oggi, le schede divulgative e le carte. Questa pagina spiega che cosa dice ciascuna, come si distingue il certo dal probabile e che cosa ancora non sappiamo.
Le fonti d'epoca
Il testo degli statuti di Brosso del 1° gennaio 1497, scritti nella piazza del forno da più di novanta capifamiglia, lo ha pubblicato Bertolotti nel 1871. Per l'Ottocento le fonti più ricche sono le relazioni degli ingegneri del Corpo Reale delle Miniere: Despines conta nel 1824 le cave del Riondello, i loro proprietari e i loro operai; Falquet e Banchieri descrivono nel 1829 la miniera, i ragazzi portatori e le persone che vivono del minerale. Le conosciamo perché Berattino le riporta per esteso nel suo libro del 1988.
Altre fonti d'epoca descrivono una sola cosa, ma da vicino. Burci pubblica nel 1860 la macchina di Sella mentre lavora, con le tavole in scala; Zampari firma nel 1862 una relazione sulla miniera di pirite di Brosso, con produzione, costi e trasporti; Coletti scrive nel 1857 del minerale di Traversella nelle ferriere valdostane. Nel suo repertorio del 1873, I tesori sotterranei dell'Italia, Jervis chiama la sentenza del 1487 la «prima notizia positiva» sul ferro della valle. Nel 1901 il geologo Novarese trova le gallerie di Traversella già in gran parte inaccessibili e non può più controllare le notizie antiche.
Fonti: Bertolotti 1871, pp. 29-32, 43; Berattino 1988, pp. 142-145, 170, 173-174; Burci 1860, pp. 8-10, 13-15; Zampari 1862, pp. 1-3; Coletti 1857, p. 5; Jervis 1873, pp. 121-122; Novarese 1901, p. 90
Gli studi di oggi
Lo studio cardine è l'articolo di Costa e colleghi del 2019, che riassume la storia dal 1487 al 1971, la produzione, la geologia e le visite possibili. Berattino, nel 1988, ha scritto la monografia storica di riferimento, Le miniere dei «Baduj» di Traversella. Per Brosso l'articolo di Chiappino del 2010 riassume la sua tesi di laurea del 1996, spesso con le stesse frasi; per il Novecento Chiappino dichiara di aver preso parte delle notizie da un libro di M. Cima del 1985, senza indicare le pagine. La storia della Lega dei minatori viene invece dalla tesi di Vescovo del 2002, che cita in nota il settimanale «Il Canavesano» e un libro paga del 1907.
Gli studi di oggi portano anche dati nuovi. Le monete della Balma Bianca, trovate nel 2010, sono pubblicate da Barello e Rubat Borel nel 2019, con la loro interpretazione. Nel 2025 Baldassarre e colleghi hanno campionato a mano la discarica del Piano degli Svedesi per provare in laboratorio a ricavarne ferro e tungsteno; avvertono che il campione viene da un settore limitato della discarica.
Fonti: Costa e altri 2019, pp. 2, 7, 9-11, 19, 23; Chiappino 1996, p. 48; Chiappino 2010, pp. 24-26; Vescovo 2002, pp. 68-69, 91-92; Barello, Rubat Borel 2019, pp. 176-178; Baldassarre e altri 2025, pp. 3, 21
Le schede divulgative
Molte notizie vengono da schede online di ecomusei, associazioni e appassionati. Sono preziose, perché conservano tradizioni e ricordi, ma di solito non dicono da quale documento prendono una data: per questo nel portale ciò che viene solo da loro resta al massimo «probabile». Pedron scrive che il soprannome dei minatori viene dalla badula, un bilanciere di legno, senza citare fonti probabile; una spiegazione vicina, il «bastone incavato "badul"», si legge però nella presentazione del libro di Berattino del 1988, scritta da Domenico Forchino probabile.
Le schede del sentiero datano al 1774 la fucina Ubertino, ma nessun documento lo conferma incerto. Una scheda dell'ecomuseo di Brosso dice che il primo forno di arrostimento della Strada delle Vote porta incisa la data 1517 probabile. La scheda dell'ecomuseo di Traversella ipotizza origini legate ai Salassi nel V secolo a.C. senza citare prove probabile. Anche il numero degli ultimi minatori viene da siti divulgativi: 30-35 negli anni Sessanta, una quarantina alla chiusura incerto.
Fonti: Pedron 2018; Berattino 1988, presentazione; schede del sentiero (inalto.org) e dell'ecomuseo di Brosso, «L'itinerario»; scheda dell'ecomuseo di Traversella, «Storia delle miniere»; minieredoro.it; siti consultati il 15 e il 16 ottobre 2026
Sappiamo, probabile, incerto
Ogni fatto del portale ha uno di tre gradi di certezza. «Sappiamo» vuol dire che una fonte affidabile lo dice con chiarezza: la sentenza del 1487 sul libero possesso del minerale di ferro è un documento. «Probabile» vuol dire che una fonte lo propone come spiegazione o che viene solo da una fonte divulgativa: Costa scrive che le miniere crebbero «probabilmente» grazie al filone trovato da Bernardo Mutta nel 1716 probabile.
«Incerto» vuol dire che le fonti si contraddicono o che manca la prova. Costa e colleghi datano le monete trovate in un croso «circa 300 a.C.» e insieme le dicono di età romana: le due cose non stanno insieme incerto. Barello ha poi riconosciuto fra quelle monete una di Teodosio I, coniata fra il 388 e il 395 d.C. Le origini romane di Brosso vengono da una sola autrice, Chiappino, che rimanda a opere del 1900-1918 senza indicare le pagine incerto.
Fonti: Costa e altri 2019, p. 9; Jervis 1873, p. 121; Barello 2022, diapositive 4-5; Chiappino 2010, p. 24; Novarese 1901, p. 75
Le carte e le gallerie
Le carte raccontano quello che i testi non dicono. Una pianta del 26 luglio 1821 mostra il croso di M. Colombotto con le parti scavate, la galleria e la piazza della miniera. I piani di Falquet e Banchieri sono all'Archivio di Stato di Torino: Berattino ne pubblica alcuni, ma le legende scritte a mano sono illeggibili alla scala del libro. Per Brosso Chiappino usa come base una planimetria dei lavori del 1924 e vi numera diciassette costruzioni esterne della miniera.
Rilevare le gallerie è difficile. Nel 2001-2002 Beratto ha misurato con una cordella da 100 metri e senza bussola, inutile vicino alla magnetite, solo alcuni tratti dei cinque livelli di Traversella; il resto viene dalle planimetrie e dai sondaggi d'archivio. A Brosso la magnetite deviava la bussola di Chiappino fino a 50-60 gradi. Anche le quote non sempre coincidono: il livello Anglosarda è a 778 metri nel testo di Beratto, a 776,50 sulla sua sezione, a 774 e a 779 in Torti incerto.
Fonti: Costa, Garabello 2022, diapositiva 17; Berattino 1988, pp. 142, 147, 163-164, 169, 179; Chiappino 1996, pp. 56, 60-61, 64-65, fig. 10.1; Beratto (tesi), pp. 34, 60; Torti 1973, pp. 6, 33
Che cosa ancora non sappiamo
Molti documenti sono perduti. Secondo Munari l'archivio di Vico, che comprendeva Brosso, fu bruciato dai nazisti probabile; l'ecomuseo scrive che gran parte della documentazione storica di Brosso fu distrutta nella seconda guerra mondiale e che l'archivio parrocchiale andò disperso. Le interviste filmate a tre ex lavoratori di Brosso, elencate dalla mediateca dell'ecomuseo, non sono più raggiungibili probabile.
Altre risposte stanno in testi che non sono ancora stati letti. Solo il testo intero di Mapelli e Nicodemi può dire dove stavano i forni a riduzione diretta di fine Settecento incerto; la relazione di Munari sulla via degli opifici del Chiusella è inedita incerto. La monografia di Sclopis e Bonacossa del 1900 potrebbe dire se una funicolare verso Montalto esistesse già prima della teleferica del 1907 incerto. Non sappiamo nemmeno dove lavorassero le macchine di Sella: che stessero alle Folle, accanto alla fonderia di rame dei Riccardi, è solo un'ipotesi incerto. Vescovo segnala infine tesi e articoli su Brosso ancora da leggere, fra cui quelli di Cima sulla metallurgia del ferro nelle Alpi canavesane.
Fonti: Munari 2020, diapositiva 7; scheda dell'ecomuseo di Brosso, «I documenti» e «Filmati»; Mapelli, Nicodemi 2004 (abstract); programma AIPSAM 2022, p. 2; Chiappino 1996, fig. 6.1, p. 48; Berattino 1988, p. 94; Burci 1860, p. 25; Vescovo 2002, pp. 91-92
Fonti della pagina
- A. Bertolotti, Statuti minerari della Valle di Brosso del secolo XV, Torino, Stamperia Reale, 1871.
- G. Berattino, Le miniere dei «Baduj» di Traversella, Ivrea, Ferraro, 1988.
- G. Burci, L'elettricità applicata alla preparazione meccanica del minerale di rame estratto dalla miniera di Traversella in Piemonte, Pisa, Tipografia Pieraccini, 1860.
- F. Zampari, Relazione sulla miniera di pirite di ferro di Brozzo dei Fratelli Sclopis, Torino, 28 dicembre 1862 (pagine non numerate, contate 1-3).
- O. Coletti, Sull'industria ferriera nell'alta Valle d'Aosta, Torino, Stamperia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1857.
- G. Jervis, I tesori sotterranei dell'Italia, vol. 1 (Alpi), Torino, Loescher, 1873.
- V. Novarese, L'origine dei giacimenti metalliferi di Brosso e Traversella in Piemonte, in «Bollettino del R. Comitato Geologico d'Italia», 32, 1901, pp. 75-93.
- E. Costa, G.A. Dino, P. Benna, P. Rossetti, The Traversella Mining Site as Piemonte Geosite, in «Geoheritage», 11(1), 2019, pp. 55-70 (si citano le pagine del post-print, 1-24).
- E. Costa, D. Garabello, La produzione di magnetite a Traversella (Lo sfruttamento delle miniere durante il XVIII e XIX secolo), presentazione alla tavola rotonda AIPSAM, Traversella, 1° ottobre 2022 (si citano le diapositive).
- C. Chiappino, Le miniere di Brosso: un patrimonio millenario di storia umana e scientifica, in «Opera Ipogea», 1/2010, pp. 23-30.
- C. Chiappino, Recupero e valorizzazione a scopo museale della Miniera di Brosso, tesi di laurea in Ingegneria, Politecnico di Torino, 1996.
- M. Vescovo, Situazione storico-economica della Valle di Brosso dal XV al XX secolo, prova finale, Facoltà di Scienze politiche, Università di Torino, a.a. 2001/2002.
- R. Beratto, Studio geologico dei corpi minerari del giacimento di Traversella, tesi di laurea in Scienze geologiche, Università di Torino (anno non indicato; rilievo in galleria 2001-2002).
- R. Torti, La miniera di Traversella e i suoi minerali, Quaderno GML n. 10, Milano, Gruppo Mineralogico Lombardo, 1973.
- F. Barello, F. Rubat Borel, Traversella, località Balma Bianca. Rinvenimento di monete tardoantiche all'ingresso di una miniera, in «Quaderni di archeologia del Piemonte», 3, 2019, pp. 176-178.
- F. Barello, La frequentazione della miniera di Balma Bianca attraverso un importante rinvenimento numismatico tardoantico, presentazione alla tavola rotonda AIPSAM, Traversella, 1° ottobre 2022.
- G. Baldassarre e altri, Exploring the Recovery Potential of Critical and Strategic Raw Materials from Traversella Mine (Piedmont, Italy) Waste: A Comparison of Laboratory-Scale Separation Techniques, in «Mining», 5(2): 21, 2025.
- C. Mapelli, W. Nicodemi, Study of the working conditions of the furnaces for direct reduction present in Chiusella valley at the end of the 18th century, in «Revue de Métallurgie», 101(12), 2004, pp. 1101-1109 (letto solo l'abstract).
- AIPSAM, Tavola rotonda di archeologia mineraria, Traversella 1/10/2022: programma.
- P. Munari, Piemonte archeo-minerario. Miniere e opifici: da risorsa strategica a patrimonio storico-ambientale, diapositive della conferenza di Rueglio del 16 agosto 2020, pubblicate da AIPSAM nel 2022.
- M. Pedron, Il mineur, il minatore, meer.com, 21 febbraio 2018. (divulgativa)
- Provincia di Torino, Ecomuseo, Museo mineralogico di Brosso e Centro minerario di cultura di Traversella, schede online (sito cessato; copie Internet Archive), consultate il 16 ottobre 2026.
- inalto.org, Sentiero delle Vote da Calea, scheda online, consultata il 15 ottobre 2026. (divulgativa)
- minieredoro.it, Traversella miniera, scheda online, consultata il 16 ottobre 2026. (divulgativa)
