I minerali di Traversella
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In pochi chilometri quadrati Traversella conta una delle più alte concentrazioni di specie minerali al mondo. Per i minatori contavano la magnetite, la pirite, la calcopirite e più tardi la scheelite; per i collezionisti contano anche i cristalli delle geodi e le specie rare. Questa pagina presenta i minerali principali, quelli di Brosso e i luoghi dove vederli.
Novantotto specie
Oggi a Traversella sono elencate 98 specie minerali valide. Il catalogo di Barelli del 1835 ne citava 18, Strüver nel 1869 ne contava 36 e Torti nel 1973 ne contava 70: ogni generazione ne ha trovate di nuove. Una scheda dell'ecomuseo parla addirittura di 150 tipi di minerali, senza dire come li conta probabile.
La ricchezza viene dalla storia della roccia: il sistema di Traversella comprende il corpo magmatico, le rocce incassanti trasformate, vari tipi di skarn, vene idrotermali e brecce. Molti campioni da collezione, soprattutto dei livelli alti, vengono dalle vene tardive di quarzo, carbonati, pirite, oro e galena. Il Gruppo Mineralogico Valchiusella continua a trovare nella miniera specie e associazioni nuove o rare, fra cui cobaltite, eritrite, bismutinite, argento e tochilinite.
Fonti: Costa e altri 2019, pp. 7, 9, 13, 17; scheda dell'ecomuseo di Traversella, «Visita al museo»
La magnetite
La magnetite, Fe₃O₄, è il minerale più diffuso e abbondante delle miniere di Traversella: compare quasi ovunque in massa a grana fine ed è stata il principale oggetto dell'attività mineraria. Nelle geodi forma rari cristalli, da pochi millimetri a diversi centimetri, dodecaedrici od ottaedrici, con le facce striate e talvolta coperte da talco. Due cristalli dodecaedrici con più di 12 centimetri di lato, descritti da Borson nel 1830, sono al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.
Nel 1873 Jervis descrive la magnetite granulare del giacimento in una matrice di dolomite, calcite, quarzo e clorite e le dà un rendimento in ghisa del 40-50% probabile. Negli ultimi anni, nel 1965, l'impianto produceva 6 tonnellate all'ora di concentrato di ferro, con un titolo massimo del 68% di Fe₃O₄.
Fonti: Costa e altri 2019, pp. 14-15; Jervis 1873, p. 122; Baldassarre e altri 2025, p. 3
La scheelite e il tungsteno
La scheelite, CaWO₄, è il minerale del tungsteno. Compare con abbondanza variabile a tutti i livelli della miniera; i vecchi cristalli di oltre 10 centimetri vengono dai livelli più alti, oggi inaccessibili per crolli e riempimenti. La sua forma classica è la bipiramide pseudo-ottaedrica; i cristalli grandi, spesso inclusi in talco, clorite o calcite, sono giallastri o giallo-arancio, con lucentezza adamantina o vitrea. Si è formata probabilmente per lo più durante lo skarn retrogrado probabile.
Fu notata la prima volta sulle tavole a scossa della laveria dai tecnici della Cogne, che dal 1937 usavano l'impianto della FIAT e il loro concentrato arrivava, secondo Berattino, al 65% circa di WO₃; negli anni Trenta la si trovò anche nelle discariche. Nel 1965 l'impianto produceva 750 chili l'anno di concentrato di scheelite, con un titolo massimo del 60% di WO₃. Nella scheelite di Traversella ci sono anche terre rare: 1036 parti per milione di terre rare leggere, fra un minimo di 101 e un massimo di 2125, e 144 di pesanti, secondo Matteucci citato da Baldassarre e colleghi.
Fonti: Costa e altri 2019, pp. 7, 12, 14-15; Berattino 1988, p. 248; Baldassarre e altri 2025, p. 3
La ferro-ferri-hornblende
Dal 2016 Traversella è la località tipo della ferro-ferri-hornblende: un anfibolo verde scuro, nuovo membro del supergruppo degli anfiboli, il cui olotipo viene dalla collezione storica di L. De Magistris e da skarn retrogradi. È monoclino, con formula Ca₂(Fe²⁺₄Fe³⁺)AlSi₇O₂₂₂, e forma cristalli aciculari verdastri o neri in una matrice di tremolite fibrosa con poco quarzo e calcite. Lo stesso campione era stato chiamato «speziaite» da Colomba nel 1914, in onore di Giorgio Spezia; poi il nome fu screditato e il minerale ridefinito come hornblenda.
Fonti: Costa e altri 2019, pp. 13, 15
Altri minerali famosi
- Ametista: cristalli di oltre 30 centimetri, di un viola intenso; la trovò già Pelloux nel 1908 e fu ritrovata nel 1959 in una grande cavità della terza massa Ferriere.
- Dolomite: quando la miniera era attiva formava cristalli di oltre 20 centimetri, soprattutto al contatto fra le rocce carbonatiche e le masse metallifere.
- «Mesitina»: descritta da Breithaupt nel 1828 come nuova specie con località tipo a Traversella, poi screditata e considerata magnesite ferrifera; forma romboedri lenticolari fino a 5-6 centimetri.
- Cobaltite: individuata solo di recente e studiata per la prima volta nella tesi di Dalla Costa; sta ai margini sud delle Masse Ferriere, legata a magnetite e scheelite. Al microscopio è bianca con una sfumatura rosata e spesso contiene bismutinite, bismuto nativo, pirrotina e calcopirite; gli affioramenti sono coperti da una patina rosa-viola di eritrite.
- Oro nativo: nella tesi di Dalla Costa è stato trovato in rari granuli dentro la cobaltite, in una sola sezione della seconda Massa Ferriere.
Fonti: Costa e altri 2019, pp. 14, 16; Dalla Costa 2011, pp. 1, 4, 6, 15
I minerali di Brosso
A Brosso i giacimenti sono di pirite e di ematite, l'oligisto delle fonti antiche, in masse calcaree estese. Jervis descrive nel 1873 una pirite compatta e cristallina con molte forme cristalline, in genere priva di arsenico; l'oligisto è massiccio e micaceo e la barite, lamellare o in cristalli limpidi, fa da matrice insieme a pirite, oligisto e siderite probabile. Munari ricorda anche la calcopirite, carbonati come siderite, ankerite e mesitina e un raro minerale di boro, la ludwigite, di cui mostra un campione della galleria Vola Gera probabile. La mesitina è molto comune a Brosso probabile. In una pegmatite della cava di diorite di Brosso il quarzo morione, scurito dalla radioattività, è per Munari un indizio della presenza di uranio probabile.
Fonti: Novarese 1901, p. 76; Jervis 1873, pp. 118-119; Munari 2019, pp. 25, 106, 108-109
Dove vederli
Al Museo della Miniera di Traversella, secondo Turismo Torino, sono esposti oltre 300 campioni di minerali; nel 2017 Costa ne contava quasi 800 incerto. I due grandi cristalli di magnetite descritti da Borson sono al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Il Gruppo Mineralogico Valchiusella ha pubblicato nove Quaderni, fra cui Scheelite, Pirite, Cobaltite, I Carbonati e Ametista; sul suo sito ci sono solo i titoli probabile. I minatori stessi regalavano campioni: nel 1970, quando la miniera era ancora attiva, donarono a Munari un pezzo di magnetite massiccia con calcopirite probabile.
Fonti: Turismo Torino, scheda online, consultata il 15 ottobre 2026; Costa e altri 2019, pp. 13, 15; Gruppo Mineralogico Valchiusella, pagina «Quaderni», consultata il 16 ottobre 2026; Munari 2019, p. 105
Fonti della pagina
- E. Costa, G.A. Dino, P. Benna, P. Rossetti, The Traversella Mining Site as Piemonte Geosite, in «Geoheritage», 11(1), 2019, pp. 55-70 (si citano le pagine del post-print, 1-24).
- L. Dalla Costa, tesi di laurea triennale sulla cobaltite negli skarn di Traversella, Università di Padova, relatore P. Nimis, a.a. 2010/2011.
- G. Baldassarre e altri, Exploring the Recovery Potential of Critical and Strategic Raw Materials from Traversella Mine (Piedmont, Italy) Waste: A Comparison of Laboratory-Scale Separation Techniques, in «Mining», 5(2): 21, 2025.
- G. Jervis, I tesori sotterranei dell'Italia, vol. 1 (Alpi), Torino, Loescher, 1873.
- V. Novarese, L'origine dei giacimenti metalliferi di Brosso e Traversella in Piemonte, in «Bollettino del R. Comitato Geologico d'Italia», 32, 1901, pp. 75-93.
- G. Berattino, Le miniere dei «Baduj» di Traversella, Ivrea, Ferraro, 1988.
- P. Munari, Valchiusella: le rocce raccontano. L'impronta geologica su paesaggio, cultura e attività umane, Press Up, 2019. (divulgativa)
- Turismo Torino, Museo Mineralogico della Miniera di Traversella, scheda online, consultata il 15 ottobre 2026.
- Provincia di Torino, Ecomuseo, Centro minerario di cultura di Traversella, schede online (sito cessato; copie Internet Archive), consultate il 16 ottobre 2026.
- Gruppo Mineralogico Valchiusella, sito traversella.com, pagina «Quaderni», consultata il 16 ottobre 2026. (divulgativa)
