Chi la pensa diversamente
Le frasi senza etichetta sono fatti documentati; le altre sono segnate «probabile» o «incerto».
Sulle miniere di Traversella e Brosso le fonti non sono d'accordo su tutto: quando cominciò lo scavo, che cosa si arrostiva nelle fornaci della Strada delle Vote, quando chiuse Brosso, in che giorno fu concesso il privilegio del vetriolo, quando finì il ferro di Traversella. Questa pagina mette le posizioni una accanto all'altra, con il nome di chi le sostiene.
Romani a Traversella e a Brosso?
Costa e colleghi scrivono che a Traversella l'estrazione cominciò «probabilmente» in età romana, ma l'articolo non dice su quale prova incerto. Nello stesso articolo le monete trovate in un croso vicino al paese sono datate «circa 300 a.C.» e insieme dette di età romana: le due indicazioni non coincidono incerto. Barello ha poi identificato fra le monete della Balma Bianca una moneta di Teodosio I, del 388-395 d.C., e una di Graziano, del 367-375 d.C.; la data di Costa è quindi da scartare. Secondo Munari, Rosanna Beratto, presidente del Gruppo Mineralogico Valchiusella, le attribuisce invece al regno di Onorio probabile.
Che cosa dicono le monete? Per Barello e Rubat Borel qualcuno abitò forse la cavità, anche per poco, fra la fine dell'impero e l'età dei Goti; senza uno scavo non si può dire di più e le monete non dicono che la miniera fosse coltivata in età romana. Nella galleria maggiore non ci sono infatti segni di strumenti né tracce di coltivazione secondo gli usi della valle. La scheda dell'ecomuseo di Traversella va più indietro e lega le origini ai Salassi del V secolo a.C., senza citare prove probabile.
Per Brosso le origini antiche vengono da una sola autrice. Chiappino scrive che in età romana vi si scavava galena argentifera con il lavoro quasi solo di prigionieri di guerra e di condannati incerto; rimanda a Sclopis e Bonacossa (1900), a Novarese (1901) e a Colomba (1913-18) senza indicare le pagine. Novarese, che riassume Sclopis e Bonacossa, parla di una miniera «in esercizio quasi non interrotto dall'epoca romana» incerto. Sempre secondo Chiappino i primi documenti attendibili sono dell'inizio dell'XI secolo incerto.
Fonti: Costa e altri 2019, pp. 3, 9; Barello 2022, diapositive 4-5; Munari 2020, diapositiva 7; Barello, Rubat Borel 2019, pp. 177-178; scheda dell'ecomuseo di Traversella, «Storia delle miniere»; Chiappino 2010, p. 24; Novarese 1901, p. 75
Che cosa si arrostiva nelle fornaci delle Vote
Lungo l'Assa, sulla Strada delle Vote, restano fornaci a forma di tronco di cono, in pietra a secco, alte 3-3,5 metri e addossate a un dislivello per caricarle dall'alto probabile. Che cosa vi si arrostisse è una domanda aperta.
Vescovo le legge come forni per arrostire il minerale di ferro prima del basso fuoco e cita Napione, che nel 1785 scrive che il minerale si arrostiva «in forni costruiti come quelli da calce» probabile. Chiappino invece elenca fra i resti di Brosso «forni di forma conica per l'arrostimento della pirite» probabile: sulla planimetria del 1924 che usa nella sua tesi i forni conici per la pirite sono due, segnati con i numeri 7 e 8. Non è detto che i due autori parlino degli stessi forni incerto. Nel Biellese, alla miniera di Pietra Bianca, un forno di arrostimento serviva a preparare la magnetite per l'altoforno: è un confronto, non una prova per Brosso probabile.
Anche l'età delle fornaci è incerta. Una scheda del sentiero le data al Settecento senza citare documenti probabile; una scheda dell'ecomuseo dice che il primo forno porta incisa la data 1517 probabile.
Fonti: Vescovo 2002, pp. 25-26; Chiappino 2010, p. 29; Chiappino 1996, p. 65, fig. 10.1; Rossi e altri 2022, p. 136; inalto.org, scheda online; scheda dell'ecomuseo di Brosso, «L'itinerario»
Quando chiuse Brosso
Chiappino scrive che la Montecatini, dopo aver rilevato la ditta Sclopis, sfruttò i giacimenti soprattutto per la pirite fino al 1964, anno della chiusura definitiva probabile; nella tesi parla di «chiusura ufficiale». Anche l'ecomuseo dà il 1964 probabile. Un sito di appassionati dà invece la chiusura totale al 1964-66 incerto e Vescovo scrive che la Montecatini estrasse pirite fino all'esaurimento «negli anni Sessanta» probabile. L'anno resta quindi da confermare incerto. Sappiamo invece che nella seconda guerra mondiale e dopo la chiusura gli imbocchi furono minati e fatti crollare più volte: nel 1996 delle circa 80 entrate dei tempi di massima attività ne restava usabile una decina.
Fonti: Chiappino 2010, p. 26; Chiappino 1996, pp. 49, 55; scheda dell'ecomuseo di Brosso, «Cronologia delle miniere»; mineralidelpiemonte.com, «Miniere di Brosso»; Vescovo 2002, pp. 79-80
Il privilegio del vetriolo: 16 o 26 giugno 1781?
Nel 1781 il re Vittorio Amedeo III concede a Francesco Chiumino per quindici anni il privilegio di fabbricare il vetriolo nelle valli di «Brozzo», Chy e Pont. La cronologia dell'ecomuseo dà il 26 giugno probabile. Chiappino, nella tesi del 1996, dà il 16 giugno e cita il testo del decreto, che nomina «vitriolo, oglio, spirito, acqua forte, allume di rocca, zolfaro» probabile. Uno dei due giorni è sbagliato e le fonti lette non permettono di dire quale incerto.
Il privilegio arriva dopo la società fondata nel 1769 dal conte Valperga e dallo stesso Chiumino probabile. Secondo Chiappino nel 1790, morto il conte Giuseppe Ignazio Valperga, Chiumino cedette i suoi diritti ai creditori, che tennero miniere e fabbrica fino al 1824 circa probabile.
Fonti: scheda dell'ecomuseo di Brosso, «Cronologia delle miniere»; Chiappino 1996, p. 46; Chiappino 2010, p. 26
Il declino dopo il 1829 e la fine del ferro
Per Costa il massimo di Traversella è il 1829, con quasi un milione di rubbi, e da allora la produzione cala «lentamente e di continuo». Berattino è d'accordo: a metà secolo lo scavato è sceso a circa 450.000 rubbi. Jervis dà invece per il 1835 850.000 rubbi, cioè 7837 tonnellate, e dieci anni dopo una produzione salita a 8000-10.000 tonnellate: dati che non si accordano con un declino continuo.
Anche la fine si racconta in due modi. Per Jervis le miniere di ferro di Traversella chiusero nel 1849, quando si spense l'alto forno di Traversella, per il rincaro del combustibile vegetale e per il libero scambio con il ferro inglese. Costa documenta invece lavori fino al 1883, quando l'ultimo proprietario dichiarò solo 17.000 rubbi, e la chiusura l'anno dopo; Berattino registra 161 tonnellate di magnetite nel 1883, ultimo anno di attività. Torti scrive che le miniere chiusero nel 1884, ma la cifra è in parte coperta da una macchia incerto. Se l'alto forno spento nel 1849 fosse lo stesso forno di Prelle, che Berattino documenta solo dal 1794 al 1799, le fonti lette non lo dicono incerto.
Fonti: Costa e altri 2019, pp. 10-11; Berattino 1988, pp. 177, 285, 317; Jervis 1873, pp. 121-122, 124; Torti 1973, p. 6
Il nome dei baduj
Il nome «baduj» compare nel titolo del libro di Berattino del 1988, Le miniere dei «Baduj» di Traversella. Nella presentazione del libro Domenico Forchino scrive che gli abitanti di Traversella portano il soprannome di «BADUJ» dal nome di un arnese, il «bastone incavato "badul"», che serviva per trasportare i contenitori: è la «nota di colore» con cui Berattino apre il libro probabile. Pedron dà una spiegazione vicina, senza citare fonti: il minatore era detto badula, dal nome di un bilanciere di legno per portare i secchi di minerale probabile. Costa e Chiappino non spiegano il nome incerto. La spiegazione del bastone è quindi probabile, secondo Forchino, ma nessun documento antico letto la conferma probabile.
Fonti: Costa e altri 2019, p. 23; Berattino 1988, presentazione; Pedron 2018; Chiappino 2010, p. 30
Altre date in disaccordo
- La teleferica di Traversella: Costa la data al 1938, Berattino al 1939, con un punto di domanda nella didascalia della figura incerto.
- La frana del Riondello: per Beratto la catastrofe è del 29 giugno 1819; per Despines la frana comincia a mezzanotte del 29 giugno e la rovina totale arriva il 2 luglio. Torti la data al 1816, ma i dettagli coincidono con quelli del 1819: la sua data è probabilmente sbagliata incerto. Jervis parla di «pericolo gravissimo pei minatori», Pedron di «conseguenze solo materiali» incerto; nell'archivio comunale le frane del 1807 e del 1819 non sembrano aver fatto morti.
- La tassa di 5 denari per rubbo: Costa la dà per il 1753 nell'articolo del 2019 e per il 1723 nella presentazione del 2022 incerto.
- Il bando sulle gallerie che si incontrano: 1787 per Torti e Costa, 9 dicembre 1797 per Beratto incerto.
- Il prezzo del brevetto della flottazione: 225 sterline per Costa, 25 per Torti, che non dà la fonte probabile.
- La FIAT: acquista le miniere nel 1914 secondo Costa; il sito del museo la dice proprietaria dal 1913 incerto.
- Il museo: realizzato nel 2007 secondo Costa; secondo CRESTA l'esposizione apre già nel 2005 e nel 2007 il Comune istituisce il Museo civico incerto.
Fonti: Costa e altri 2019, pp. 9-10, 12, 17; Berattino 1988, pp. 140, 249-250, 263; Beratto (tesi), pp. 26-27; Torti 1973, pp. 4, 8; Jervis 1873, p. 121; Pedron 2018; Costa, Garabello 2022, diapositive 20, 23; sito del Museo della Miniera, «Il comprensorio minerario»; CRESTA, scheda online
Fonti della pagina
- E. Costa, G.A. Dino, P. Benna, P. Rossetti, The Traversella Mining Site as Piemonte Geosite, in «Geoheritage», 11(1), 2019, pp. 55-70 (si citano le pagine del post-print, 1-24).
- E. Costa, D. Garabello, La produzione di magnetite a Traversella (Lo sfruttamento delle miniere durante il XVIII e XIX secolo), presentazione alla tavola rotonda AIPSAM, Traversella, 1° ottobre 2022 (si citano le diapositive).
- F. Barello, La frequentazione della miniera di Balma Bianca attraverso un importante rinvenimento numismatico tardoantico, presentazione alla tavola rotonda AIPSAM, Traversella, 1° ottobre 2022.
- F. Barello, F. Rubat Borel, Traversella, località Balma Bianca. Rinvenimento di monete tardoantiche all'ingresso di una miniera, in «Quaderni di archeologia del Piemonte», 3, 2019, pp. 176-178.
- P. Munari, Piemonte archeo-minerario. Miniere e opifici: da risorsa strategica a patrimonio storico-ambientale, diapositive della conferenza di Rueglio del 16 agosto 2020, pubblicate da AIPSAM nel 2022.
- C. Chiappino, Le miniere di Brosso: un patrimonio millenario di storia umana e scientifica, in «Opera Ipogea», 1/2010, pp. 23-30.
- C. Chiappino, Recupero e valorizzazione a scopo museale della Miniera di Brosso, tesi di laurea in Ingegneria, Politecnico di Torino, 1996.
- V. Novarese, L'origine dei giacimenti metalliferi di Brosso e Traversella in Piemonte, in «Bollettino del R. Comitato Geologico d'Italia», 32, 1901, pp. 75-93.
- M. Vescovo, Situazione storico-economica della Valle di Brosso dal XV al XX secolo, prova finale, Facoltà di Scienze politiche, Università di Torino, a.a. 2001/2002.
- M. Rossi e altri, Tra archeologia e geologia: la miniera Pietra Bianca 2 in val Sessera e le sue installazioni esterne, in «Quaderni di archeologia del Piemonte», 6, 2022, pp. 127-140.
- G. Berattino, Le miniere dei «Baduj» di Traversella, Ivrea, Ferraro, 1988.
- G. Jervis, I tesori sotterranei dell'Italia, vol. 1 (Alpi), Torino, Loescher, 1873.
- R. Beratto, Studio geologico dei corpi minerari del giacimento di Traversella, tesi di laurea in Scienze geologiche, Università di Torino (anno non indicato; rilievo in galleria 2001-2002).
- R. Torti, La miniera di Traversella e i suoi minerali, Quaderno GML n. 10, Milano, Gruppo Mineralogico Lombardo, 1973.
- M. Pedron, Il mineur, il minatore, meer.com, 21 febbraio 2018. (divulgativa)
- Provincia di Torino, Ecomuseo, Museo mineralogico di Brosso e Centro minerario di cultura di Traversella, schede online (sito cessato; copie Internet Archive), consultate il 16 ottobre 2026.
- inalto.org, Sentiero delle Vote da Calea, scheda online, consultata il 15 ottobre 2026. (divulgativa)
- T. Berardi, Miniere di Brosso, mineralidelpiemonte.com (sito cessato; copia Internet Archive del 2007), consultata il 16 ottobre 2026. (divulgativa)
- Museo della Miniera di Traversella, sito ufficiale, https://mmttraversella.it/, consultato il 16 ottobre 2026.
- CRESTA, Università di Torino, Traversella, il ferro raccontato dalla montagna, scheda online, consultata il 15 ottobre 2026. (divulgativa)
